Se vuoi 1 anno di prosperità, fa crescere il grano; Se vuoi 10 anni di prosperità, fai crescere gli alberi; Se vuoi 100 anni di prosperità, fai crescere le persone.
Guan Zhong 

 

Premessa

Abbiamo due emisferi mentali, la mente situata a sinistra, considerata “razionale” o” conscia” e quella situata a destra considerata “irrazionale” o “inconscia”. La mente conscia o razionale è quella deputata al pensiero ed al ragionamento,  è la parte che utilizzi per prendere le tue decisioni giornaliere. E’ la sede del  libero arbitrio,  puoi decidere con questa parte della mente, cosa vuoi essere e come vuoi la tua vita. E’ in connessione con la parte destra ma può dialogarci solo per immagini ed emozioni.  E’ indipendente, pertanto niente e nessuno può costringerti a pensare qualcosa che tu non voglia.  I pensieri che scegli sono quelli che determineranno la tua vita,  devi imparare ad orientarli verso sogni ed obiettivi positivi, e per fare questo occorre determinazione,  volontà ed autodisciplina. La mente conscia è molto potente, ma infinitamente più limitata rispetto alla mente situata a destra, cioè quella definita subconscia.  Questa non conosce limiti, tranne quelli che le persone scelgono in maniera cosciente.

La mente subconscia é la parte di noi in contatto con tutte le menti di ogni tempo e di ogni persona, è dotata di una banca dati e di informazioni infinite, ed è la nostra parte in contatto con la Sorgente o Infinita Intelligenza Universale, o con l’Universo o con tutti i nomi che le si vogliano attribuire, ma si tratta sempre di …Dio.  Questa mente immagazzina le esperienze passate e i ricordi, e monitorizza tutte le attività corporee, le funzioni motorie, il battito cardiaco, la digestione, e tutto quello che non gestiamo consciamente. Non ha tempi ma conosce ed opera solo sul presente, sul qui ed ora, non conosce le negazioni quindi non capisce il “non” ed il “no”, ed in ultimo, ma non meno importante, non distingue la realtà dalla fantasia.

Prova a pensare sempre di volere un oggetto o qualsiasi altra cosa e la mente subconscia, come per Magia, si metterà in  moto per fartela avere. Questo procedimento segue una legge ben precisa, la LEGGE DI ATTRAZIONE. Viene naturale considerare che, questa caratteristica, aiuta tantissimo nelle meditazioni, visualizzazioni, immaginazioni ed, ovviamente, almeno nella fase iniziale dell’ipnosi regressiva alle vite precedenti. La mente subconscia pensa esclusivamente in maniera letterale,  accetta ogni pensiero scelto dalla mente conscia, non capisce scherzi e battute e non può  rifiutare concetti e idee.  Come si può notare, la mente subconscia è infinitamente  più potente della conscia. Possiamo immaginare questa mente  come un iceberg. La parte che emerge dall’acqua è la mente conscia, ma questa rappresenta solo un sesto dell’effettiva capacità mentale. La parte sommersa (gli altri cinque sesti) fa parte della mente subconscia. Basti pensare che processa circa 40.000.000 di input al secondo contro i 40 processati dalla mente conscia.

Facendo un esempio, ricordate quando avete iniziato ad imparare a guidare? Il numero di cose da gestire era impressionante. Con gli occhi fissi  sulla strada dovevate controllare  gli specchietti retrovisori, guardare  il contachilometri e gli indicatori, usare ambedue i piedi per ben tre pedali,  il tutto mentre cercavate di rimanere calmi e sicuri mentre guidavate sotto gli occhi dell’insegnante. Ma con costanza, volontà, determinazione ed autodisciplina,  tutti questi meccanismi sono stati “programmati” nella vostra mente. Oggi voi cosa fate? Salite in macchina, girate la chiave e pensate alla spesa, alla partita ed a quello che volete,  mentre la mente subconscia si occupa di tutti i meccanismi necessari  per andare dal vostro ufficio a casa e, a volte, immersi nei pensieri, ci arrivate e neanche ve ne rendete conto, non avete pensato mai neanche per un attimo al semaforo, al bambino che attraversava, ai pedoni, al traffico, era la mente subconscia che pensava a tutto … Fantastico.

Non sottovalutate tuttavia la vostra mente conscia, chi è infatti che manda segnali della vita che volete e di cosa volete essere? Esatto, la mente conscia. Ricordate quando dicevamo che la parte inconscia non distingue la realtà dalla fantasia?  Bravi, se la mente conscia invia un vostro sogno od un vostro obiettivo come già acquisito, la parte inconscia, in contatto con tutta l’energia che esiste al mondo di tutti i tempi ed in contatto con l’Universo cosa fa? Non si fa domande e non distingue se è un pensiero, per lei è reale quindi si mette in moto e lavora incessantemente per farvelo avere. Possiamo dire che la mente conscia è la sentinella della parte inconscia, da una parte la protegge dagli attacchi esterni e dall’altra la “costringe” a portarle quello che decide di avere, quello che decide di essere. Purtroppo questo vale anche per le cose negative, se pensate costantemente alle malattie, esse arriveranno, così se pensate di essere perseguitati dalla sfortuna, essa vi perseguirà.

Questo per la cose o pensieri negativi avviene in automatico, per le cose positive invece occorre lavorare, far entrare in contatto la mente conscia con quella inconscia ma queste non capiscono i ragionamenti, capiscono e dialogano per immagini, per sensazioni per emozioni e così dobbiamo farle dialogare. Quando vuoi sapere una cosa, fare una scelta, usa la tua parte inconscia ma, per farlo, devi zittire quella razionale. Devi riuscire a farla star buona e così entra in funzione quella subconscia, quella che ti farà sempre fare la scelta migliore al momento perché, semplicemente, si collega con tutte le esperienze di tutti i tempi ed attinge ad una banca dati di informazioni infinite e ti indirizza sempre nella direzione migliore. Come si fa a zittire la mente conscia? Possiamo entrare in collegamento con la mente subconscia applicando  diverse tecniche, fra le quali: affermazioni positive, visualizzazioni, contemplazione e meditazione, preghiera, tecniche mentali, focus, gratitudine, perdono, riconoscenza, oppure entra in ballo l’ipnosi regressiva alle vite precedenti.

 

COS’E’ L’IPNOSI

Al di là di quello che sono le credenze comuni e quello che il cinema, la tv e le storie hanno finito con il creare sull’ipnosi, il processo ipnotico non presenta niente di magico, soprannaturale o miracoloso.

In realtà, si tratta di un fenomeno frequente che ognuno di noi sperimenta (senza averne consapevolezza o dando a esso un nome diverso), nel suo vivere quotidiano e, in particolare, nelle proprie interazioni con gli altri o nei momenti in cui l’accellerazione del nostro vivere frenetico rallenta lasciandoci soli con i nostri pensieri ed emozioni.

Per questo motivo cercheremo di meglio chiarire l’ipnosi secondo i seguenti criteri di analisi:

  • Uno stato particolare della coscienza: cioè quando per qualche minuto, senza accorgercene, smettiamo di fare attenzione al mondo esterno e poniamo attenzione ai nostri pensieri “distraendoci” da tutto il resto.
  • Un fenomeno naturale: l’ipnosi natulalistica è un comportamento che il nostro cervello realizza mediamente ogni 90 minuti per permettere ai nostri emisferi di associare l’esperienza del nostro vivere.
  • Uno strumento terapeutico: quando un terapeuta depotenzia l’attenzione di un soggetto (induzione) per implementare le sue capacità inconsce per mezzo di sollecitazioni psicologiche (suggestioni)
  • Un modello della terapiae del funzionamento della mente: quando si considera l’oscillazione tra uno stato di veglia ad uno alterato come attivazione dei processi primari (Inconscio) e un depotenziamento di quelli secondari (Conscio), percependo la realtà psicologica di una persona divisa e fluttuante tra momenti di consapevolezza e altri di inconsapevolezza
  • Un’esperienza quotidiana: Quando si rimane oltre modo catturati da dettagli che non hanno attinenza con i nostri obiettivi ma fanno insorgere in noi un appagamento emozionale (es. fissare una nuvola e il suo lento fluttuare, o vedere i dettagli di una foglia,ecc..)
  • Un’esperienza insolita: come la meditazione o il viaggio astrale derivate da percezioni autoipnotiche o quando compaiono micro-amnesie per gli oggetti o i nomi delle persone
  • Un sinonimo di dissociazione della coscienza: quando si confonde una persona con sovrastimolazione fino a produrne noia o affaticamento che porta ad una naturale alterazione delle sue percezioni.

E’ inoltre importante comprende che cosa avviene durante l‘ipnosi e quali realtà psicofisiologiche dell’individuo vengano a modificarsi, quindi:

COSA SUCCEDE DURANTE L’IPNOSI

Nella prima fase la fase induttiva si verifica un primo cambiamento dello stato di coscienza. Si possono riscontrare sull”EEG (Eletroencefalogramma) un’accentuata presenza delle onde alfa tipiche degli stati di rilassamento e di distacco dalla realtà esterna. Si comincia quindi con un passaggio dalle onde beta (predominanti durante la veglia e gli stati di vigilanza e allerta) alle onde alfa più lente. L’alterazione delle proprie vibrazioni cerebrali comporta una rallentamento anche di altre attività (respiro, pulsazioni cardiache) e viceversa.

È bene ricordare che l’invito al rilassamento somatico e al sonno funzionano bene perché permettono il distacco graduale dall’ambiente esterno, ma è possibile indurre un’ipnosi anche in altro modo come dimostrano le pratiche autoritarie o l’ipnosi distonica. Tutto ciò che è capace di focalizzare l’attenzione all’interno e sulla voce dell’ipnotista può essere inteso come una manovra induttiva.
Infatti l’ipnosi non equivale al sonno, perché una persona addormentata reagisce solo a stimoli intensi e non è in comuncazione con il mondo esterno.

Successivamente, con l’approfondimento dell’attenzione all’interno si manifesta un predomio delle onde theta più lente che caratterizzano la trance vera e propria. È da notare che le onde theta si manifestano di solito nel periodo che precede il sogno (fase ipnagogica). Questo stato, che normalmente è vissuto passivamente o fugacemente, nell’ipnosi viene mantenuto per tutta la seduta e utilizzato a fini terapeutici.

Durante questo passaggio l’individuo vive la destrutturazione del suo stato di coscienza, può avvertire delle sensazioni di spersonalizzazione o irrealtà. Lo schema del corpo può alterarsi diventando evanescente e spesso si presentano fantasie e immagini fugaci. Il soggetto comincia a far fatica a seguire il senso delle parole dell’ipnotista anche se sente un forte legame.

A questo livello l’ipnotista, riconoscendo i segnali fisiologici di una trance, passa all’utilizzo di un linguaggio metaforico-allegorico proprio dell’emisfero destro che nel frattempo si è trasformato nell’emisfero dominante. Si possono quindi creare delle “realtà ipnotiche” dove l’individuo, attingendo alle sue risorse profonde, e agli “apprendimenti esperienziali” potrà sperimentare nuovi esperienze e sviluppare nuove associazioni.

Tra l’altro si è scoperto, tramite la PET, che le realtà prodotte in ipnosi sono virtuali solo sino a un certo punto, poiché i soggetti a cui si comandava di pensare di correre su un prato, attivavano i medesimi percorsi neuronali di una “vera corsa”.
Per chiarire questo concetto possiamo fare l’esempio di noti campioni sportivi che si allenano mentalmente ripetendo ogni movimento e immaginandosi completamente la scena della gara tramite tutti i sistemi sensoriali.
Questa è la stessa tecnica che permise all’ipnoterapista Milton Erickson di riabilitarsi.

Ci sono vari esperimenti che dimostrano la validità di questo principio: “Uno studio ha guardato agli effetti dell’esercizio mentale opposto a quello fisico nel tendere e rilassare un dito della mano sinistra. Questo piccolo esercizio muscolare venne ripetuto per cinque sessioni alla settimana su di un periodo di quattro settimane – per un totale di venti sessioni d’allenamento. Metà dei partecipanti eseguì fisicamente l’esercizio, mentre un secondo gruppo ne immaginò soltanto l’esecuzione per lo stesso numero di sedute d’allenamento. Al termine delle quattro settimane, la forza del dito di ogni partecipante venne confrontata con quella degli appartenenti ad un gruppo di controllo che non avevano praticato lo stesso allenamento. Per il gruppo che aveva eseguito fisicamente l’esercizio la potenza del dito era aumentata del 30%, mentre il gruppo di controllo fece registrare un incremento di potenza del tutto trascurabile. Ma cosa era successo agli individui che si erano esercitati soltanto nella palestra della mente? – La forza nel loro dito era aumentata del 22%, quasi quanto in seguito all’allenamento fisico! L’incremento osservato nella forza era dovuto unicamente a variazioni a livello cerebrale, le quali a loro volta erano state causate dalla stimolazione del circuito di neuroni interconnessi che controllano i movimenti delle dita. Attivandosi insieme ripetutamente, questi circuiti cerebrali si erano irrobustiti ed espansi, proprio come nel cervello dei violinisti e dei lettori Braille.” (Ian H. Robertson, Il cervello plastico, Rizzoli, 1999, pp. 53-54)

Alcune precisazioni

Secondo lo schema classico di Erickson e Rossi il procedimento ipnotico passerebbe attraverso queste fasi:

  1. Fissazione dell’attenzione.
    tramite qualsiasi cosa che attragga e mantenga l’attenzione del soggetto.
  2. Depotenziamento degli abituali schemi di riferimento e sistemi di credenze
    tramite distrazione, schock, sorpresa, dubbio, paradossi, confusione, destrutturazione…
  3. Ricerca inconscia.
    tramite implicazioni, domande, linguaggio analogico, metafore, racconti, aneddoti…
  4. Processo inconscio.
    tramite la creazione di nuove associazioni
  5. Risposta ipnotica.
    tramite l’espressione di potenzialità comportamentali e cognitive che vengono sperimentate come se avvenissero da sé

Tra i fenomeni che si possono produrre spontaneamente o indurre ci sono:

  • Regressione o avanzamento di età
  • Amnesia
  • Analgesia
  • Anestesi
  • Comportamento automatico
  • Dissociazione
  • Catalessi
  • Allucinazione
  • Ipermnesia
  • Identificazione
  • Risposte Ideomotorie
  • Risposte Ideosensorie
  • Suggestione post-ipnotica
  • Distorsione del tempo

Secondo Erickson questi fenomeni sono indipendenti dalla profondità della trance mentre nell’ipnosi classica si usa suddividere la trance in diversi stati a ognuno dei quali vengono associate determinate fenomenologie:
1. Stati ipnoidi caratterizzati da chiusura delle palpebre, rilassamento, pesantezza, calore, leggera sonnolenza
2. Trance leggera retroversione oculare, catalessi oculare, catalessi degli arti
3. Trance media amnesia parziale, anestesia o accresciuta consapevolezza a livello sensoriale, suggestioni post-ipnotiche
4. Trance profonda amnesia e anestesia completa, sonnambulismo, allucinazioni positive e negative.

La natura dell’ipnosi
Molti pensano che l’ipnosi sia pericolosa perché fa perdere il contatto con la realtà.
A questo proposito potrebbe essere interessante chiedersi se “c’è qualcuno che vive nel mondo reale?” Non avete mai visto come le persone vivano in una loro trance? Come continuino ad esperire fenomeni ideodinamici? Come proiettino contenuti interni sul mondo esterno? Come immaginano e rappresentano nello spazio le loro esperienze interne? Come siano schiave di monoideismi (vedi disturbi ossessivo/compulsivi)? e le suggestioni post-ipnotiche come le profezie che si autodeterminano e gli schemi stimolo risposta delle fobie? E quante volte siamo regrediti davanti a qualche figura autoritaria? Come abbiamo osannato quel particolare leader politico o quel particolare cantante?
L’ipnosi ci consente di superare un pregiudizio piuttosto radicato*, ci consente di studiare il modo in cui il “mondo reale” viene costruito tramite i nostri processi neurofisiologici mentali e sociali. Tramite l’ipnosi possiamo utilizzare coscientemente tali “regole” per definire una nuova realtà condivisa in cui superare le limitazioni apprese.

*Il pregiudizio a cui stavo facendo riferimento consiste nella convinzione che tutti noi viviamo in un medesimo stato di coscienza e quindi nell’identica realtà. A questo pregiudizio si affianca la finitezza, determinata una volta per tutte, degli stati di coscienza.

Piero Priorini (Attività estreme e stati alterati di coscienza) seguendo le orme di Tart definisce la trance ipnotica come quel particolare stato di coscienza caratterizzato dalla dissociazione psichica dell’Io e in particolare da fenomeni di ideoplasia auto o eteroindotta. Si distingue quindi da tutti gli altri stati di coscienza alterati (per esempio l’innamoramento, la tensione mistica, l’ebrezza, le peak experiences, la possessione, il sonno, il sogno, lo svenimento, etc…)
L’ipnosi consente di evocare nel soggetto un’ampia gamma di risposte psicofisiche. Funziona un po’ come un’amplificatore.
Come abbiamo visto, tra le fenomenologie possibili ci sono la completa immobilità catalettica oppure il rilassamento profondo, l’ipersensibilità oppure l’anestesia, l’ipermnesia oppure l’amnesia, etc…

In effetti se si analizza una induzione si può verificare come questa eliciti una vastissima gamma di risposte neurofisiologiche:
“Ora semplicemente ti chiederò di guardare fissamente un punto proprio lì di fronte a te, e mentre guardi quel punto le tue palpebre cominciano a farsi più pesanti e si vogliono chiudere, e quando si chiudono completamente tu puoi rilassare le gambe e le braccia sentendoti come cullato molto gentilmente…. e non so se ti sta già rendendo conto di quanto puoi sentirti felice e in pace con te stesso in questo particolare stato, perché mentre assapori ogni particolare sensazione prendendoti tutto il tempo necessario tu cominci a immaginarti di galleggiare su una barca.. su un fiume molto calmo… così come la tua mente è distesa… e puoi sentire la tua mano galleggiare mollemente, completamente abbandonata, come lo è il tuo corpo, nell’acqua piacevolmente calda… sai cosa intendo dire, non è vero? e mentre sei in questa situazione possiamo sentire delle anatre in lontananza… ma è così piacevole lasciarsi trasportare dal suono che quasi non te ne curi perché è come se stessi per addormentarti.. anche se sai che la mia voce sarà con te mentre ti accompagna in una trance sempre più profonda e così cominci a sentire il calore del sole sul tuo stomaco e la fresca brezza sulla tua fronte… e ti lasci andare a tutto ciò, perché non c’è bisogno di fare, non c’è bisogno di sapere, neanche bisogno di ascoltare… perché le tue orecchie udranno e capiranno proprio tutto ciò che è necessario. E ora puoi assaporare il benessere di una trance sempre più profonda, e voglio che ne assapori ogni istante perché tu puoi avere un mucchio di piacere nel divenire consapevole di tutte le comodità che puoi avere in te stesso… ”

COS’E’ L’IPNOSI REGRESSIVA ALLE VITE PRECEDENTI

L’ipnosi regressiva alle vite precedenti è una tecnica psicoterapeutica (questo riguarda i medici in questo corso che non è medico può essere ipnologo)che, grazie a una particolare relazione comunicativa che si instaura tra medico e paziente, permette di scavare nell’inconscio del paziente e riportare a galla situazioni o traumi vissuti e mai “risolti” nel passato, che possono disturbare la  vita attuale. Scegliere di sottoporsi a una seduta di ipnosi regressiva, significa voler andare a ricercare le cause di malesseri e di conflitti o semplicemente di nodi irrisolti che si manifestano con determinate patologie e fanno incursione nella vita presente, disturbandola.

Questi traumi vengono scandagliati dal paziente nel mondo remoto e onirico, percepito spesso come il mondo delle vite precedentemente vissute.

Nell’ipnosi regressiva il paziente può infatti ritornare molto indietro nel tempo, fino all’infanzia e oltre, recuperando contenuti che possono essere assimilabili a esistenze pregresse, soprattutto se si considera la visione karmica induista (visione del Karma che non condivido assolutamente almeno non con le caratteristiche proprie Induiste). In questa dimensione indefinita e nuova, di trance ipnotica, è possibile recuperare le radici simboliche di quelli che sono i disagi vissuti nel presente.

 

Come viene praticata l’ipnosi regressiva?

L’ipnosi regressiva viene praticata da psichiatri, psicoterapeuti professionisti ed ipnologi ma non con obiettivi di “cure”, in alcuni casi di disagio psicologico. Si tratta di una pratica che, al giorno d’oggi, è sostenuta e studiata dallo psichiatra Brian Weiss e che risale alle teorizzazioni freudiane e di Otto Rank. Questa terapia  non è però universalmente efficace e salutare: ci sono persone a cui è sconsigliato sottoporsi a ipnosi regressiva.

Il medico, dopo aver incontrato e conosciuto a fondo il paziente, può dunque decidere se intraprendere assieme a lui il ciclo di incontri di ipnosi, che, di norma, avvengono con sedute effettuate ogni quindici giorni circa. La prima fase di ipnosi regressiva prevede un’induzione del paziente in uno stato di trance, solitamente accompagnandolo nel percorso attraverso la voce, oppure anche attraverso mezzi visivi o altri suoni.

Qual è lo scopo dell’ipnosi regressiva?

Il fine ultimo dell’ipnosi regressiva è quello di recuperare forze fisiche, spirituali e mentali che permettano al paziente debilitato di proseguire lungo la sua strada evolutiva, di amare e di crescere in modo sereno. La psicoterapia abbinata all’ipnosi regressiva può, in alcuni casi, essere d’aiuto in casi di ansiaattacchi di panicodepressione, disturbi alimentari oppure ossessioni.

L’ipnosi regressiva non cura invece le psicosi. Benché ci possa essere piena collaborazione da parte del paziente, è possibile infatti che alcuni traumi non vengano individuati, in quanto la nostra mente ci protegge perché magari non si è ancora pronti ad affrontare ciò che la memoria ha voluto dimenticare. Nel caso dell’ipnologo lo stato di trance avviene non per scopi curative, come da normative attualmente vigenti in Italia, bensì per far semplicemente rivivere alcuni episodi di questa o di altre vite anche se, può accadere che, rivivendo episodi che il cliente “cercava” a livello inconscio, si può produrre un sensibile o anche importante cambiamento nella sua vita. Spesso rivivendo traumi del passato anche forti, quando si torna nel presente possiamo osservare che, la fobia o alcuni cose sofferte dal cliente, spariscono. Questo in quanto il confine tra il rivivere semplicemente degli eventi e la “guarigione” di quel particolare stato d’Animo attuale, quindi il confine tra semplice rivisitazione del passato e terapia medica, in questo caso, è veramente fine e solo una burocrazia ottusa, arcaica e burocrate può pensare di definire.

 

Quali sono i pericoli dell’ipnosi regressiva?

Tra i pericoli legati all’ipnosi regressiva si annoverano:

  • I numerosi ciarlatani, di cui diffidare, per questo è importante sempre chiedere e verificare la qualifica del medico che vi cura
  • I CD o gli audiovisivi che portano all’autoregressione e gli incontri di gruppo sono ugualmente da evitare, almeno se non fatti da operatori qualificati. Optare per unaterapia individuale ed evitare il fai-da-te, prendendo molto sul serio questo impegno
  • Chi soffre di depressione acuta, i pazienti che presentano psicosi, i bambini, gli adolescenti, le donne in attesa, chi assume anticonvulsivi non dovrebbe essere sottoposto a ipnosi regressiva, oppure almeno se non fatti da operatori qualificati ed a conoscenza delle problematiche del cliente.
  • Intervista a Brian Weiss
    La seguente intervista a Brian Weiss è tratta dal libro “Voices of Truth” di Nina L. Diamond, ed. Full Circle (mai tradotto in Italia) e la sua versione integrale in inglese si trova sul sito http://www.lifepositive.com/ dove è stata riprodotta con il consenso dell’autrice.

    Traduzione italiana di Alessia Giovannini
    Nina L. Diamond: Dr. Brian Weiss, siamo dunque solo contenitori di anime?
    Dr. Brian Weiss: sì, esatto. Siamo contenitori e siamo pieni di questa eterna, immortale e molto più sapiente, parte di noi stessi. Ora, nel momento in cui diventiamo più mistici, scopriamo che queste anime, così come i corpi, sono connessi tra di loro, poiché tutto è fatto della stessa sostanza.
    Nina L. Diamond: Perché le persone considerano la reincarnazione così difficile da accettare?
    Dr. Brian Weiss : Le persone hanno paura di ciò che non conoscono. Se solo avessero una mente aperta. Non solo gli scienziati, ma anche gli altri. Basterebbe osservare, guardare. La meditazione può insegnarci come farlo. Se solo fossero in grado di lasciar andare le proprie paure.
    Nina L. Diamond: I filosofi e i mistici un tempo incorporavano la reincarnazione nella visione della vita che davano agli altri e Platone ha scritto di anime gemelle.
    Dr. Brian Weiss : Sì, Platone ha scritto sulla reincarnazione. Così, anche i Greci ci credevano. Come ci credevano le antiche civiltà di un tempo.
    Nina L. Diamond: La reincarnazione si trova in tutte le religioni. Da dove viene questa consapevolezza?
    Dr. Brian Weiss : Viene da così lontano che neanche noi sappiamo da dove venga. E’ una consapevolezza che abbiamo perduto solo recentemente. Io credo che sia accaduto per ragioni politiche. Nel Cristianesimo, per esempio, è stata seppellita intorno al 6 secolo d.C., con il secondo Concilio di Costantinopoli che la dichiarò ufficialmente una credenza eretica. Il Cristianesimo stava diventando una religione di stato e i Romani credevano che senza la minaccia del Giorno del Giudizio, la gente non avrebbe obbedito. Avrebbero pensato: “Ok, lo faccio la prossima volta”. E così la reincarnazione è stata volutamente dichiarata eretica. Ma è accaduto durante il Concilio, cioè secoli dopo la venuta di Cristo.
    Nina L. Diamond: In che modo viene determinato il lasso di tempo che passa tra una vita e l’altra?
    Dr. Brian Weiss : Le persone che muoiono di morte violenta, o i bambini, di solito tornano più in fretta. Per le persone che vivono vite più lunghe e muoiono in pace, può esserci un tempo più lungo tra le vite, anche cento anni o più.
    Nina L. Diamond: Quante vite precedenti hanno in genere le persone?
    Dr. Brian Weiss : Varia, ma secondo la mia esperienza, direi intorno a 100. Comunque non migliaia e migliaia come dice il Buddismo.
    Nina L. Diamond: C’è un numero finito di anime?
    Dr. Brian Weiss : Per me non ha alcuna importanza perché alla fine siamo tutti connessi.
    Nina L. Diamond: Ci sono nuove anime che stanno venendo create?
    Dr. Brian Weiss : Non ne sono certo, ma tendenzialmente direi di no. Probabilmente siamo noi ad essere senza tempo e a reincarnarci di continuo.
    Nina L. Diamond: Le famiglie sono più spiritualmente connesse tra di loro di vita in vita rispetto agli estranei?
    Dr. Brian Weiss : Sì e io credo che le persone si incarnino in gruppi per saldare i debiti e le proprie responsabilità secondo il concetto del Karma.
    Noi impariamo e cresciamo insieme agli altri. Reputo anche che l’amore a prima vista o l’odio a prima vista rientri in questa categoria: un riconoscimento tra anime.
    Nina L. Diamond: Quindi ognuno di noi può essere maschio in una vita e donna in un’altra e viceversa?
    Dr. Brian Weiss : Sì, sembra che ci sia frequentemente il passaggio dall’uno all’altro stato. Si può avere una preferenza, ma senza dubbio si è provato anche l’altro stato per fare esperienza di come sia. E’ lo stesso per razza e religione.
    Nina L. Diamond: Come spiega le anime che scelgono di occupare corpi che sono biologicamente propensi alla malattia?
    Dr. Brian Weiss : Se la dimensione terrena è – come i miei pazienti continuano a ripetermi – uno stato di apprendimento e di crescita e un modo per sperimentare sempre più la nostra natura divina, allora ogni esperienza è un’esperienza di apprendimento. Talvolta, però, è anche un’esperienza di insegnamento e può succedere che qualcuno possa tornare in questo stato per gli altri, per insegnare la carità per esempio.
    Nina L. Diamond: Come coesistono pre-determinazione e libero arbitrio?
    Dr. Brian Weiss : Qualcuno una volta mi ha detto: La vita è come stare su un autobus. Ha un percorso pre-determinato, ma la persona con cui scegli di sederti, come ti comporti e che cosa dici, fa parte del libero arbitrio.
    Nina L. Diamond: Perché non ricordiamo automaticamente e consapevolmente le nostre vite passate?
    Dr. Brian Weiss : Be’, in verità, sempre più persone se ne stanno ricordando. Attraverso tecniche come l’ipnosi, ma anche attraverso i sogni, spontaneamente, o attraverso la meditazione o il deja-vù, quando capita di essere in un posto in cui non si è mai stati e ci si sa orientare.
    Potrebbe trattarsi di un salto evolutivo. Non so perché non tutti ricordano. I greci avevano questo mito secondo cui, prima di reincarnarti, bevevi le Acque del fiume Lete e dimenticavi tutto.
    Nina L. Diamond: Così Lei ritiene che qualcuno di noi sia nato con certi valori e ideali?
    Dr. Brian Weiss : Sì, è questo il nostro scopo. Perché venga integrato a un livello più profondo. Al livello del cuore e dell’anima, dove avviene il vero apprendimento, in modo che non si debba dipendere esclusivamente da ciò che i nostri genitori ci hanno insegnato. Seguendo il cuore, si impara al di là di ciò che gli altri ci insegnano.
    Nina L. Diamond: Quando saremo “là fuori”, staremo con tutte le persone che abbiamo conosciuto?
    Dr. Brian Weiss : Credo di sì e anche con coloro che sono ancora qui. La possibilità di vedere migliora quando si è dall’altra parte. “Loro” sono maggiormente consapevoli perché – al contrario di noi – non sono limitati da un corpo e un cervello.
    Nina L. Diamond: In “Molte vite molti Maestri”, Lei ha scritto che la lezione più importante che abbia imparato attraverso la regressione è di aver capito che non esiste la morte. Questa consapevolezza come ha cambiato la sua vita e come può cambiare quella degli altri?
    Dr. Brian Weiss : Quando si smette di aver paura della morte, si incomincia a vivere di più. Quello a cui io do maggior valore rispetto a prima sono le relazioni, l’amore, la famiglia – e non solo quella genetica. E ciò a cui do meno valore sono le cose materiali, quelle che non puoi portarti via. E’ un cliché, ma è la verità.
    Nina L. Diamond: In che modo le nostre esperienze e relazioni passate influenzano il nostro presente?
    Dr. Brian Weiss : Ci influenzano in molti modi. La maggior parte delle nostre relazioni importanti non sono nuove. Servono ad entrare in connessione. Le vite precedenti ci influenzano anche con sintomi, emotivi e fisici. Certe paure e ansie ce le portiamo appresso e anche certi sintomi fisici di vite precedenti.
    Nina L. Diamond: Molti vedono Dio come una forza che sta fuori dall’universo e che regola ogni cosa.
    Dr. Brian Weiss : Invece che vederla all’interno. Io dico sempre: “Perché limitare Dio?”. Forse Dio può ascoltare tutte le nostre preghiere contemporaneamente e dedicargli attenzione, proprio perché non è un essere umano.
    Nina L. Diamond: Cioè sta dicendo che se esiste un numero infinito di possibilità, allora niente è impossibile e, perciò, Dio può essere ovunque.
    Dr. Brian Weiss : Sì e dalla nostra prospettiva noi possiamo essere parte di Dio, e allo stesso tempo, esserne separati. Ma di certo siamo tutti uniti.
    Nina L. Diamond: Quindi se noi siamo connessi al tutto, allora per definizione non siamo anche connessi a Dio dal momento che Dio, o un essere superiore, ha creato il Tutto?
    Dr. Brian Weiss : Sì. Ora Lei si sta avvicinando al semplicistico modo di vedere le cose che ho io. Quel Dio – amore – è un’energia ovunque presente. Intelligenza, sapienza, amore, compassione: è tutto ciò di cui siamo fatti.
    Nina L. Diamond: Chi sono i Maestri?
    Dr. Brian Weiss : E’ stata una mia paziente, Catherine a parlarne. Li ha descritti come la sorgente da cui le arrivavano le informazioni. Diceva che le venivano da Spiriti maestri, i Maestri appunto.
    Ho avuto altri pazienti che mi riferivano cose che – a loro dire – venivano da una sorgente pura non contaminata dalla nostra mente. Personalmente, ho avuto molti contatti con i Maestri, ma non si identificano più con quel nome.
    Nina L. Diamond: Cosa ne pensa delle Terapie alternative che vengono utilizzate a livello fisico e mentale?
    Dr. Brian Weiss : Credo che molti di questi approcci abbiano una validità ed è necessario iniziare a studiarli. E’ per questo che sono stato felice quando il “National Institute of Health” ha creato un dipartimento che offre approcci alternativi e olistici. Il governo lo sta supportando, anche economicamente. Credo che ci sia molto da guadagnare a livello di guarigione, sia fisica che emotiva.
    di Nina L. Diamond
    fonte: ekidiluce.it

    La regressione alle vite precedenti con l’ ipnosi regressiva, secondo Brian Weiss, è un metodo di conoscenza del sé molto antico che favorisce un ricongiungimento spirituale con la memoria della propria vita passata.
    Dice testualmente Brian Weiss
    : “La regressione, ottenuta attraverso l’ ipnosi regressiva, é affine alla psicoterapia e alla psicoanalisi tradizionale. 
    Quando eventi traumatici sono portati in superficie con l’ipnosi regressiva, interpretati e integrati, di solito si osserva un miglioramento clinico.
    La differenza principale é che la regressione con l’ ipnosi regressiva allarga il campo in modo tale che é possibile far emergere ricordi non solo di questa vita, ma anche di altre.”

     

    Sappiamo già tutto, fa parte del nostro corredo di nascita, in ogni vita il nostro compito è “sperimentare” e…”ricordare”. Con queste due attenzioni il nostro Spirito “evolve” innalzandosi a vette sempre più alte e, crescendo, capiamo quello che consideravamo nullo o non capibile.

    La vita è un fantastico “viaggio”, sta a noi renderla un capolavoro.

  • Buon Viaggio Viaggiatori